Smart Working in Mixed Reality: la proposta di Spatial

Smart Working in Mixed Reality: la proposta di Spatial

Spatial è una start-up americana che ha sviluppato una piattaforma che permette la collaborazione tra colleghi in un ambiente virtuale, attraverso l’utilizzo di avatar 3D in grado di muoversi e interagire. Questi avatar possono essere creati tramite visori o più semplicemente con una fotocamera.

L’azienda ha già raccolto 22 milioni di dollari in finanziamenti e, a causa della pandemia, l’utilizzo di questa piattaforma può colmare le distanze e la mancanza di contatto umano determinata dal lavoro da remoto.

È possibile trovare maggiori informazioni sull’articolo di Digitalic.

Perché le aziende hanno bisogno di un “Head of Remote Work”

Perché le aziende hanno bisogno di un “Head of Remote Work”

E se le aziende assumessero un “capo del lavoro da remoto” o “head of remote work”? A presentare questa figura è Darren Murph, “head of remote” a GitLab Inc., la società informatica presso la quale tutti, dal 2011, lavorano a distanza. «Le aziende più intelligenti, più trasparenti e più progressiste che passano al remoto assumeranno un dirigente per guidare il loro viaggio nei prossimi uno o due anni», scrive l’esperto di comunicazione e tecnologia su LinkedIn, ripreso da Giulia Belardelli sull’HuffPost. Tante le mansioni del “capo del lavoro da remoto” voluto da GitHub, Facebook, Quora e Twitter, assicurarsi per esempio che i neoassunti dispongano di spazi di lavoro sani e ergonomici a casa, istruire i dirigenti sui vantaggi del lavoro a distanza, guidare la rivalutazione dei valori aziendali e tanti altri. Avanti tutta con il nuovo lavoro intelligente.

L’analisi di Goldman Sachs sul panorama post-covid

L’analisi di Goldman Sachs sul panorama post-covid

Tra i cambiamenti indotti dall’emergenza Covid-19 e destinati a durare Goldman Sachs individua le nuove frontiere – anche tecnologiche – della sanità e della telemedicina, la diffusione e il consolidamento dello smart working, la “digital transformation” imposta dalla mentalità Millennial e la centralità del fattore dell’Esg, l’environmental and social corporate governance.

Al seguente link è possibile visualizzare l’articolo originale.

Cambiare lavoro per non rinunciare allo smart working

Cambiare lavoro per non rinunciare allo smart working

Rinunciare allo smart working dopo averlo provato? Piuttosto cambiamo lavoro. Lo dicono il 60% degli italiani intervistati dalla società di ricerca del personale Wyser: a spaventare i lavoratori – spiega il Tgcom – sono i ritmi prepandemia con mezzi di trasporto affollati e traffico (50%), sveglia anticipata e scelta di un abbigliamento idoneo (30%). Giudizio chiaro e netto: mai più come prima.

Qui il link per leggere l’articolo completo.

User Experience nell’era dello Smart Working

User Experience nell’era dello Smart Working

Lo scorso 29 Maggio si è tenuta la talk User Experience in the Smart Working era, organizzata dalla Experience Design Academy del Politecnico di Milano.

L’evento ha affrontato le seguenti tematiche:

  • Gestione dei workshop in digitale
  • Conduzione degli user test da remoto
  • Collaborazione in ambienti phygital, ovvero spazi in cui il mondo fisico si unisce a quello digitale (per es. negozi con sistemi di tracciamento dei movimenti dei clienti, auto a guida autonoma e strumenti di produttività utilizzati come digital workplace)

Le esperienze di collaborazione devono essere ridefinite “mettendo la tecnologia al servizio della conversazione”. Non basta più replicare l’esperienza fisica in digitale, ma occorre “capire come la tecnologia possa migliorare le azioni degli utenti nella vita di tutti i giorni”.

Alla talk hanno partecipato:

  • Stefano Besana, Digital and Future of Work Lead @ EY
  • Irina Bogani, UX Research Lead, Eye Tracking Expert & Systemic Psychologist @ Vodafone
  • Carlo Galimberti, professore all’ Università Cattolica di Milano, Human Resources e Communication Consultant

Per maggiori informazioni è possibile consultare il seguente link.

Moderatori:
Andrea Gaggioli, Co-direttore Master in User Experience Psychology
Venanzio Arquilla, Co-direttore Master in User Experience Psychology