I 6 cambiamenti importanti nei comportamenti dei consumatori nell’epoca del “new normal”

I 6 cambiamenti importanti nei comportamenti dei consumatori nell’epoca del “new normal”

McKinsey ha individuato sei comportamenti e trend in atto nel comportamento dei consumatori:

  1. Rimanere al passo con la grande migrazione digitale
    I consumatori si stanno avvicinando al digital per accedere a prodotti e servizi, anche attraverso l’utilizzo dei social; nel frattempo, mentre il distanziamento sociale e i dispositivi di protezione diventano la nuova norma, fare shopping da casa diventa la soluzione più comoda. Diventa quindi fondamentale dare enfasi all’e-commerce e ai canali di vendita digitali.
  2. Piattaforme di servizi digitalizzati
    Dopo aver vissuto la digitalizzazione dei servizi bancari e di quelli per l’intrattenimento, i consumatori durante la pandemia hanno avuto la necessità di accedere anche ad altri servizi da casa. È possibile quindi creare sinergie tra fornitori di servizi per costruire piattaforme interconnesse.
  3. La casa, il fulcro di tutte le attività  
    Grazie ai nuovi dispositivi per la smart home, si crea l’opportunità di poter veicolare un messaggio su più dispositivi (non solo il telefono, il tablet e la tv, ma anche Alexa o Google Home). Occorre inoltre riconsiderare il mix di contenuti su una scala più ampia di canali di vendita, come le piattaforme di videoconferenza, quelle di realtà virtuale ed eventualmente anche i videogiochi.
  4. Creare esperienze a livello locale
    Le aziende possono “localizzare” le loro attività di marketing, rendendole mirate a specifici quartieri e comunità locali, oppure sfruttare la loro filiera del retail per supportare le piccole imprese.
  5. Più attenzione alla salute
    Il trauma della pandemia avrà un impatto a lungo termine: le persone torneranno a mettere piede nei negozi, a viaggiare e ad andare agli eventi solo quando saranno sicure che gli spazi siano sicuri e sanificati; nel frattempo, stanno diventando sempre più diffuse le modalità di consegna senza contatto e il self-checkout. È pertanto necessaria una maggiore coordinazione tra le attività di vendita e quelle di logistica.
  6. Standard più alti
    Le aziende devono comunicare al meglio il proprio scopo, ma soprattutto devono supportare le frasi con azioni concrete, mostrando impegno reale per le cause in cui credono.

È possibile leggere l’articolo originale (in inglese) sul sito di McKinsey.

Smart Working in Mixed Reality: la proposta di Spatial

Smart Working in Mixed Reality: la proposta di Spatial

Spatial è una start-up americana che ha sviluppato una piattaforma che permette la collaborazione tra colleghi in un ambiente virtuale, attraverso l’utilizzo di avatar 3D in grado di muoversi e interagire. Questi avatar possono essere creati tramite visori o più semplicemente con una fotocamera.

L’azienda ha già raccolto 22 milioni di dollari in finanziamenti e, a causa della pandemia, l’utilizzo di questa piattaforma può colmare le distanze e la mancanza di contatto umano determinata dal lavoro da remoto.

È possibile trovare maggiori informazioni sull’articolo di Digitalic.

Perché le aziende hanno bisogno di un “Head of Remote Work”

Perché le aziende hanno bisogno di un “Head of Remote Work”

E se le aziende assumessero un “capo del lavoro da remoto” o “head of remote work”? A presentare questa figura è Darren Murph, “head of remote” a GitLab Inc., la società informatica presso la quale tutti, dal 2011, lavorano a distanza. «Le aziende più intelligenti, più trasparenti e più progressiste che passano al remoto assumeranno un dirigente per guidare il loro viaggio nei prossimi uno o due anni», scrive l’esperto di comunicazione e tecnologia su LinkedIn, ripreso da Giulia Belardelli sull’HuffPost. Tante le mansioni del “capo del lavoro da remoto” voluto da GitHub, Facebook, Quora e Twitter, assicurarsi per esempio che i neoassunti dispongano di spazi di lavoro sani e ergonomici a casa, istruire i dirigenti sui vantaggi del lavoro a distanza, guidare la rivalutazione dei valori aziendali e tanti altri. Avanti tutta con il nuovo lavoro intelligente.

Il ruolo dell’AI, dei dati e dell’automazione nelle imprese del futuro

Il ruolo dell’AI, dei dati e dell’automazione nelle imprese del futuro

IDC, in occasione del ciclo di eventi Digital Leaders On Air, condividerà il 18 Settembre la nuova indagine Nuovi ecosistemi intelligenti: dall’esperienza all’innovazione. La ricerca è stata condotta su un campione di 400 manager italiani per analizzare come le aziende si stiano evolvendo sulla base delle trasformazioni economiche e della società digitale.

IDC ritiene che la decisione di ridefinire la tecnologia a supporto dei modelli di business che saranno alla base degli ecosistemi digitali del futuro sarà l’azione più importante che i leader aziendali intraprenderanno nel nuovo decennio per accelerare il ritmo della trasformazione e consentire la rapida creazione di prodotti, servizi ed esperienze digitali.

Adottando soluzioni di Intelligenza Artificiale e automazione, è possibile ottenere “metodi e strumenti migliori per l’integrazione, la gestione e l’orchestrazione di vecchi e nuovi ecosistemi che la futura impresa intelligente dovrà trasformare in catene del valore accelerate”.

È possibile leggere l’articolo di Corriere Comunicazioni al seguente link.

L’analisi di Goldman Sachs sul panorama post-covid

L’analisi di Goldman Sachs sul panorama post-covid

Tra i cambiamenti indotti dall’emergenza Covid-19 e destinati a durare Goldman Sachs individua le nuove frontiere – anche tecnologiche – della sanità e della telemedicina, la diffusione e il consolidamento dello smart working, la “digital transformation” imposta dalla mentalità Millennial e la centralità del fattore dell’Esg, l’environmental and social corporate governance.

Al seguente link è possibile visualizzare l’articolo originale.